prestiti inpdap inps L’Inpdap, l’ente di previdenza e assistenza dei dipendenti pubblici, a fine del 2011 è stato accorpato all’Inps che è stato investito anche del compito di erogare i prestiti agevolati che venivano concessi ai lavoratori, ai pensionati della pubblica amministrazione e ai loro familiari.

Per l’accesso al finanziamento è necessaria l’adesione al Fondo di Credito dell’Inpdap e, dopo aver compilato la modulistica prevista, si può presentare domanda al competente ufficio territoriale. L’erogazione avviene poi secondo le possibilità finanziarie previste nel bilancio annuale.

Le tipologie di finanziamento garantite sono due.

I piccoli prestiti prevedono l’erogazione di piccole somme (alcune migliaia di euro) che possono restituite nell’arco di due, tre o quattro anni e l’importo massimo è di due, tre o quattro mensilità, secondo la durata del prestito. Per richiedere tali somme non è necessario fornire alcuna pezza giustificativa.

I prestiti pluriennali invece hanno durata di cinque o dieci anni, prevedono cifre assai più consistenti, ma possono venire erogati solo se il dipendente o il pensionato si trova in determinate condizioni. Il regolamento Inpdap prevede che possano venire concessi per acquisto o ristrutturazione della prima casa, adeguamento dell’impianto energetico, acquisto di un’automobile, spese mediche o di studio, ma anche per far fronte a calamità naturali o per sostenere le spese per il matrimonio di un figlio.

Con il nuovo regolamento, in vigore dal 1 ottobre 2013, è previsto che anche il figlio di un dipendente o di un pensionato Inpdap possa richiedere un prestito per dare vita un nuovo nucleo familiare.