prestitiinpdapmatrimoniofiglioI prestiti Inpdap

I dipendenti pubblici, gli ex dipendenti e anche i pensionati della P.A. possono richiedere prestiti al loro ente di previdenza, l’Inpdap anche se ora è confluito nell’Inps. I finanziamenti vengono erogati per acquisto o ristrutturazione della prima casa, per far fronte a spese mediche, ma anche per bisogni “meno vitali” come ad esempio l’acquisto di un’auto, una carenza di liquidità, le spese per il matrimonio. A proposito di matrimonio, l’ente eroga finanziamenti anche nel caso in cui a sposarsi non sia il dipendente, ma suo figlio.

Si tratta di un’agevolazione notevole perché si sa che i genitori, nel momento in cui la prole convola a nozze sono chiamati a sostenere spese piuttosto ingenti per la cerimonia, il banchetto, la luna di miele e, ovviamente per dare anche un piccolo aiuto economico alla nuova coppia.

I prestiti per le esigenze familiari

L’importo che viene concesso come finanziamento dipende dal reddito del dipendente che ne fa richiesta ed è pari a quattro mensilità, con un tetto massimo di 15.000 euro. La somma viene poi restituita nell’arco di cinque anni con 60 rate mensili che si può scegliere di pagare tramite bollettino postale, Rid o con una trattenuta direttamente sullo stipendio o sulla pensione.

Per ottenere l’erogazione del finanziamento è necessario essere iscritto all’Inpdap – Gestione Creditizia, presentare l’ultima busta paga o il modello Obis, in caso di pensionato ed esibire il certificato di matrimonio del figlio. La somma richiesta viene poi versata sul conto corrente o bancario o, qualora il richiedente non sia correntista, con un assegno circolare.

Il prestito per il matrimonio di un figlio